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martedì, novembre 06, 2007

Storia del Vermouth


Ogni sera nei locali di tutto il mondo si consumano milioni di bottiglie di vermouth, tuttavia non tutti conoscono a fondo la storia di questa bevanda, tipicamente piemontese, le cui origini risalgono addirittura all'antichità.
Il vermouth infatti altro non è che vino aromatizzato, bevanda apprezzata già nell'antica Grecia e creata mescolando appunto il vino ad erbe aromatiche come l'assenzio e l'artemisia, con un procedimento più vicino alla "farmacia", se così si poteva chiamare, che all'enologia; non a caso al famoso medico Ippocrate ne viene attribuita l'invenzione, a scopo terapeutico. Nel medioevo la diffusione del vino speziato, detto "vino ippocratico" continuò affidata all'opera di fantasiosi farmacisti, autori di intrugli alle volte bizzarri.
Solo alla fine del '700 si inizia a produrre il Vermouth (il nome deriva dalla parola tedesca Wermut, assenzio) come lo conosciamo oggi, grazie al lavoro di alcuni artigiani piemontesi; primo fra tutti Antonio Benedetto Carpano a Torino, nel 1786.
Nel secolo successivo inizia la produzione industriale, i pionieri sono i fratelli Cora nel 1838 seguiti dai fondatori delle case più famose: Gancia nel 1850, Cinzano nel 1860 e Martini nel 1863, tutti in Piemonte grazie alla diffusione di erbe aromatiche sulle colline della regione. La diffusione e il successo di queste bevande sono state travolgenti, curioisamente uno dei fattori di tale successo pare sia stata proprio la presenza di erbe, notoriamente dotate di funzioni curative e stimolanti, che li ha resi perfetti aperitivi, poiché spesso contenenti spezie che provocano l'appetito.

Che cos'è il Vermouth?

Dal punto di vista legislativo (1934): Un prodotto ottenuto da vino di produzione nazionale addizionato di sostanze aromatiche e amaricanti permesse.
La gradazione alcolica non deve essere inferiore al 16% in volume e il contenuto in zuccheri complessivi non inferiore a 14 grammi per 100 ml. Nei vermouth indicati come secchi o dry il contenuto alcolico minimo è del 18% e gli zuccheri non possono eccedere i 14 grammi.

Il Vermouth insomma è un insieme di vini con l'aggiunta di erbe e spezie, la più importante delle quali è l'assenzio (secondo la legge n. 108 del 16 marzo1958) ma altri aromi possono derivare per esempio da scorze di melograno e cannella; fiori di camomilla, sambuco, luppolo; frutti di corandolo, vaniglia, noce moscata, arancia; aloe; chiodi di garofano e soprattutto foglie ed erbe come il cardo, la melissa, la salvia la maggiorana, la coca, il timo ecc ecc..

6 commenti:

Agi ha detto...

Buono! e se ci aggiungi Gin e Campari ottieni l'ambrosia.

lo pseudo ermepagita trismenigi ha detto...

Non capisco xke' Jd abbia pubblicato un post del genere, credevo che l'esclusiva sugli argomenti alcolici l'avesse agi... Anche perche' Jd beve solo Melatini

Jd ha detto...

tino segnala censura preventiva per i commenti

oh bella ciao ha detto...

La censura dei commenti e' un metodo tipico di una mentalita' reazionaria nazifascista odiosa e faziosa. L'autore di questa bella pensata utilizza metodi degni del ventennio fascista, manca solo che venga a casa di chi non e' d'accordo con lui per fargli bere un po' d'olio di ricino. Ma la liberta' non potra' mai essere soppressa, dagli al dittatore! L'autore e' avvisato, si guardi sempre le spalle d'ora in poi...

Jd ha detto...

pseudo ecc ecc vorresti limitare la mia libertà di scrittura? basta basta!! censura censura!!! ahuauahauhauauahuauah

lo pseudo ermepagita trismenigi ha detto...

Nessuna censura, io non sono mica Agi... Mi limitavo ad esprimere la mia sorpresa riguardo al fatto che parlassi di bevande alcoloche non melatinose